
E’ evidente che il dato va letto con molta cautela perché gli indicatori congiunturali dei primi mesi del 2007 sembrano ancora troppo deboli ma in ogni caso si confermano due cose: un’economia in affanno e un futuro ancora incerto, e il ruolo determinante che svolge il terziario rispetto ad altri comparti: questa la prima valutazione a caldo dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulla stima preliminare del Pil.
E questo accade naturalmente in un momento in cui nel resto d’Europa si viaggia con tassi di crescita più dinamici a conferma del fatto che, in Italia, non si riesce a passare dalla ripresa, trainata essenzialmente dall’export, ad una crescita strutturale in grado di stimolare anche la domanda per consumi.