IL TRATTAMENTO FISCALE DEGLI “OMAGGI NATALIZI”

4stella-di-natale-rossa-con-cesto-natalizio-150x150Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, torna utile rammentare le norme fiscali che regolamentano  gli “omaggi”, occupandoci, in questa informativa, dei beni, non oggetto della propria attività, che vengono “ceduti”  gratuitamente dalle imprese ai loro clienti.

TRATTAMENTO IVA

L’ IVA sull’acquisto dei beni da omaggiare è interamente detraibile se il costo unitario di essi non supera Euro 50,00. L’omaggio può essere rappresentato da un unico bene o da più beni costituenti una confezione unica (ad esempio cesto regalo). In tali casi, al fine di individuare il limite di Euro 50,00 è necessario considerare il costo dell’intera confezione e non quello dei singoli componenti. E’ quindi indetraibile l’IVA relativa all’acquisto del cesto di costo superiore ad Euro 50,00, ancorché composto da beni di costo unitario inferiore a tale limite.

TRATTAMENTO IRPEF / IRES

I costi sostenuti per l’acquisto di beni destinati ad omaggio sono integralmente deducibili se il valore unitario non è superiore ad Euro 50,00. Nel caso in cui, il valore unitario sia superiore a tale soglia, il costo deducibile sarà ottenuto applicando ai ricavi/proventi di gestione  i seguenti limiti:

  • Impresa con ricavi fino a Euro 10 milioni, l’importo massimo deducibile è pari all’ 1,5% dei ricavi;
  • Impresa con ricavi per la parte eccedente Euro 10 milioni e fino a 50 milioni l’importo deducibile massimo è pari allo 0,6% dei ricavi;
  • Impresa con ricavi per la parte eccedente Euro 50 milioni, l’importo deducibile massimo è pari allo 0,4% dei ricavi.

Come in passato, la cessione gratuita a clienti di beni non oggetto dell’attività di impresa è sempre irrilevante ai fini IVA, a prescindere dall’ammontare del relativo costo unitario. Ne consegue che, all’atto di consegna dell’omaggio non è richiesta l’emissione di alcun documento fiscale (fattura, ricevuta, ecc..). E’ tuttavia consigliabile emettere un ddt con causale “omaggio” o un documento analogo (buono consegna), al fine di provare l’inerenza della spesa con l’attività esercitata e la natura della spesa di rappresentanza.

 

 

< Torna Indietro
Annunci correlati
Abolizione dei voucher: le possibili alternative al vuoto normativo
SHOOPPI SPESA
CREDITO D’IMPOSTA ALLE STRUTTURE RICETTIVE